La “fortuna” della tragedia: il paradosso traumatico del richiedente asilo

In questi tempi di grandi migrazioni, molto si parla di sbarchi, di numeri, di soldi spesi per l’accoglienza. Troppo poco si parla delle loro storie, del motivo che li ha spinti a venire fin qui e del dramma che si portano dentro una volta arrivati. Questo dramma rappresenta a sua volta l’unico strumento per ottenere il riconoscimento di protezione internazionale nel nostro paese. Più questo dramma è profondo, grave, tragico e più c’è la possibilità che la loro istanza venga accolta.

Migranti e resilienza: l'arte di navigare sui torrenti

Londa Hokusai PsyOnlus Blog

Lo psicoanalista Cyrulnik Boris definisce la resilienza come "l’arte di navigare sui torrenti”, un navigare difficile e impegnativo ma non solitario perché in relazione con l’ambiente esterno.

In psicologia, la resilienza si configura come un processo di mutazione che permette di trasformare le ostilità in occasioni di rinnovamento e di strutturare strade alternative, evitando o annullando quelle diventate impraticabili e nemiche. La resilienza a situazioni avverse dipende dunque da una combinazione, cumulativa e interattiva, di fattori di rischio e fattori protettivi genetici, personali e ambientali.