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Pe.R.Co.rrere "Percorsi di resilienza comunitaria” è un progetto ActionAid Italia / PsyPlus Onlus sostenuto dal Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo

Tomas e Terremoto racconta la prospettiva di un bambino al cospetto di Terremoto, un gigante “ineluttabile e imprevedibile” che “squassa e devasta”.

La matita di Kanjano ha colto gli aspetti fondamentali di ciò che operatori e psicologi hanno potuto osservare in tre anni di lavoro sul campo, dall’emergenza al post emergenza, dai monti Sibillini e della Laga alla costa Marchigiana, sempre al fianco delle popolazioni più colpite. 

Nell’immediato dopo sisma, con Intersos, PsyPlus ha proposto percorsi di sostegno psicologico volti all’elaborazione del trauma. Successivamente, con ActionAid, abbiamo pensato Pe.R.Co.rrere - Percorsi di resilienza comunitaria, un progetto realizzato grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo. Quando la popolazione è ritornata nel proprio territorio, al rientro dagli alloggi temporanei sulla costa, le persone hanno dovuto confrontarsi con uno spazio "sconosciuto", deformato, luttuoso.

Gli spazi aggregativi e la quotidinità abituale erano ormai perduti; nei moduli abitativi prefabbricati, ci si confrontava con il lutto dei luoghi e con la scomparsa di consuetudini che da sempre ritmavano l'esistenza. Attenti alle richieste di supporto psicologico, abbiamo osservato un progressivo cambiamento nel corso dei mesi, un calo delle sintomatologie post-traumatiche ed una crescita delle difficoltà di adattamento, delle problematiche genitoriali, relazionali, e dei vissuti di isolamento.

Ci siamo concentrati sul contenimento delle manifestazioni post-traumatiche e su azioni di empowerment delle comunità, stimolando la partecipazione attiva alla ricostruzione e cercando di offrire ai destinatari strumenti per contrastare il senso di precarietà ed i vissuti di abbandono. Una particolare attenzione è stata dedicata alla scuola, pilastro della società, luogo di "ricostruzione del futuro", contesto in cui sono stati promossi servizi psicologici e formativi, ad Arquata del Tronto, Camerino, Serravalle del Chienti e Muccia.

    Proprio nelle scuole abbiamo conosciuto tante bambine e bambini come Tomas. Con il coinvolgimento delle associazioni locali, il progetto ha contribuito a formare comunità più aperte e coese, attraverso pratiche di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva.

    Abbiamo in questo senso accompagnato le amiche e gli amici della Banda Musicale di Accumoli, seguendo da vicino la loro intensa attività, in tutta Italia, guidati dalla grancassa che porta inciso il motto “Perché la Musica Continui”. Con loro abbiamo realizzato le giornate musicali accumolesi, che hanno ospitato ad Accumoli studentesse e studenti da tutta Italia, impegnati in masterclass tenute da musicisti dell’Orchestra Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia e dei Wiener Philarmoniker. Con bambine e bambini, adolescenti, anziane e anziani di Accumoli, abbiamo prodotto in maniera collaborativa, il documentario “Lettere da Accumoli”, testimonianza del fatto che è possibile un’altra narrazione dei luoghi del sisma, luoghi dove torna ad essere pensabile vivere.

    Ad Ussita, con le associazioni locali, abbiamo contribuito alla riscoperta del Piantamaggio, rito la cui tradizione si era persa da ormai 20 anni; a Pescara del Tronto abbiamo affiancato la popolazione nel fare memoria della vita prima del sisma ed a tracciare elementi per la ricostruzione nel libro “Un viaggio nella memoria di Pescara del Tronto”; ad Amatrice abbiamo facilitato la valutazione dal basso della risposta all’emergenza. Nei 18 mesi di Pe.R.Co.rrere, sono stati erogati 948 interventi in attività di Unità Mobile di Prossimità, Sportello di Supporto Psicologico, Laboratori Artistico Espressivi, Consulenza Psico-Pedagogica ed Empowerment di Comunità, coinvolgendo 346 persone nei territori del cratere laziale e marchigiano.

    Nei percorsi di partecipazione 288 persone sono state coinvolte in focus group, interviste individuali, laboratori aperti. A Gennaio 2020 il progetto Pe.R.Co.rrere è terminato. Come operatrici e operatori sappiamo che le chiusure portano con sé naturali complessità in termini di elaborazione, anche in noi stessi. Alla fine di un percorso così importante, sappiamo però che le persone beneficiarie dei nostri interventi torneranno ad essere “solide e sorprendenti” come le montagne su cui vivono, che il tempo trascorso insieme, sarà un pezzo importante della loro e della nostra identità; citando Claudio Magris, siamo “Tempo Rappreso”: non solo «il nostro presente, ma anche quel labirinto di tempi ed epoche diverse che si intrecciano in un paesaggio e lo costituiscono».





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